Già dalla tenera età è nata la mia passione per i motori, mia madre ricorda che quando, a circa tre anni, mi ‘parcheggiava’ davanti al televisore con i cartoni animati non appena tornava in soggiorno a controllare cosa io stessi facendo vedeva alla TV gare di Formula Uno e quindi ri-sintonizzava il televisore sui cartoni animati con mia grande protesta: Mamma, voglio guardare le macchine!!!

I miei giocattoli preferiti erano ovviamente le auto e le moto e negli anni ho accumulato migliaia di ‘Micro Machines’ e modelli Bburago in tutte le scale, facendo ampiamente uso della fantasia nel gioco…ancora oggi a trentacinque anni mi capita di comprare dei modellini da aggiungere alla collezione. All’età di dodici anni ho iniziato ad assemblare kit e partecipare a gare regionali e nazionali con le ‘mini 4wd’ , tra Palermo e Catania per oltre dieci anni…quanta pazienza!

Gli sport come il calcio non mi hanno mai appassionato, non vedevo nulla di entusiasmante nel calciare un pallone e sbraitare contro il televisore (mi concedo di guardare solo i mondiali e gli europei quando gioca la Nazionale), i miei eroi erano quelli che sfioravano i 300 km l’ora: ricordo i baffoni di Nigel Mansel, lo sguardo concentrato di Ayrton Senna, il sorriso perfetto di Michael Schumacher ed ancora le peripezie uniche di Randy Mamola, il coraggio unico di Max Biaggi e le rimonte impossibili di Valentino Rossi. Due tra questi li ho visti persino dal vivo: ho sorseggiato un caffè in compagnia di Mamola e dato una pacca sulla spalla a Schumacher durante un evento Ferrari/Ducati/Marlboro sulla pista di Fiorano negli anni 2000, personaggi unici che hanno fatto la storia del mondo delle corse.

La prima volta che ho guidato un motorino, il mitico Piaggio Si di un cugino, avevo appena sette anni, io acceleravo e sterzavo e lui puntava i piedi sull’asfalto per non cadere…da quel momento la mia voglia di guidare, provare e fare lo sborone non è mai finita. A dodici anni mio padre mi fa salire in sella alla sua Lambretta Li 125 e mi spiega come utilizzare il cambio, non appena acquisita sicurezza e fiducia mi ha fatto partecipare a decine di motoraduni, lui in sella alla sua Lambretta B ed io e mio fratello maggiore in sella ad altri due modelli della sua collezione in modo da poter mettere in mostra, durante i raduni, quanti più mezzi possibili. In quei raduni ho conosciuto persone stupende, collezionisti da ogni parte della Sicilia, in quegli anni ho avuto la fortuna di vedere e di salire in sella a moto rarissime e restaurate alla perfezione, intere collezioni private smembrate dalle famiglie dopo la morte dei proprietari, che pena!

All’età di tredici anni ho avuto il primo incidente stradale, presi di nascosto lo scooter di mio fratello per fare un giro nel quartiere quando un furbacchione, in senso vietato, mi venne addosso con la sua auto cercando pure di scappare via….il risultato? un menisco fratturato con esposizione della cartilagine, e pensandoci mi andò bene perché negli anni ’90 non c’era l’obbligo del casco. Finita la convalescenza, dopo circa otto mesi, mio padre mi regalò il primo scooter 50cc, un Gilera DNA. Passò poco tempo e quello ‘scooterino’ diventò 80cc con un’elaborazione che non mi faceva passare inosservato (gruppo termico Polini, filtro a cono, marmitta ad espansione artigianale) e che riempiva le casse del benzinaio, facendomi anche tenere testa ad alcuni amici che possedevano già degli scooter 125cc.

Nel mio gruppo di amici c’erano possessori di scooter e moto delle più varie e grazie al mio essere ‘rompi scatole’ le ho guidate tutte. Riuscivo così a farmi un’idea sulle varie case produttrici e sulle prestazioni di ognuna con la speranza che un giorno potessi abbandonare quel Gilera che mi ha accompagnato per anni.

A diciotto anni, lo stesso giorno in cui ho conseguito la patente automobilistica B ho prenotato l’esame per conseguire la patente A2, morivo dalla voglia di poter guidare moto fino a 25Kw con l’idea di farmi regalare dal ‘Papi’ una moto 600cc depotenziata ma quel giorno non arrivò mai poiché mia madre era contraria. Dopo mesi di preghiere e test ride presso i concessionari della città riuscii ad ottenere dalla mia famiglia un Piaggio Beverly 500cc, un altro scooter, sigh!

Per quasi dieci anni ho guidato il Bev in lungo e in largo scendendo dalla sella solo per un giro in Lambretta o per guidare la moto di qualche amico, con l’idea che anche io un giorno avrei avuto finalmente la mia moto. Mia madre non è mai riuscita a superare la paura di quell’incidente, è sempre stata in contrasto con mio padre e con me che eravamo dell’idea che ‘quella moto’ si poteva comprare.

Da quando ho iniziato a lavorare in proprio ho avuto la possibilità di accumulare quel gruzzoletto per potermi permettere un mezzo a due ruote; anni di motoraduni, prove e test ride mi hanno chiarito molto le idee su quello che volevo: ho guidato Honda, Suzuki, Harley, Ducati, Aprilia, Guzzi, Husqvarna, Buell, Bmw, Kawasaki, Triumph, Yamaha…nel mio cuore e nel mio garage c’era posto solo per una moto.

Volevo un mezzo unico, affidabile e non banale, una moto che poteva darmi comodità, comfort, sicurezza, piacere di guida e con cui potevo anche fare una ‘porca figura’.

Passavo intere nottate su blog e portali di annunci alla ricerca del vero affare fin quando non mi appare Lei: quella moto che ho amato dal primo momento in cui l’ho vista nel lontano 2004, bella e per pochi: la BMW K1200 LT. Telefono subito al concessionario, vado a vederla, era lì in vetrina lucida e brillante nel suo grigio metallizzato; emozionato ed impaurito dalla sua mole chiedo di poter fare un giro portando con me la mia fidanzata per avere un confronto, scatta per entrambi la scintilla. Tornato al concessionario firmo il contratto e dò un anticipo, finalmente dopo qualche giorno sarà mia!

Dal momento in cui ne sono entrato in possesso è cambiato il mio mondo, un mondo tutto da percorrere in tre: io, la mia fidanzata e Lei: la nostra ‘B’. Da quel giorno abbiamo percorso migliaia di chilometri iniziando a scoprire la Sicilia e con tanta voglia di girare l’Italia e l’Europa con la radio a palla e le borse colme di valigie. La mia prossima moto? Forse una Harley…